Giugno, mese della consapevolezza del lipedema. Invia un commento

Patologia genetica infiammatoria cronica, degenerativa e invalidante del tessuto connettivo lasso. Riconosciuta dall’OMS nel 2018. Provoca un aumento progressivo del tessuto adiposo, spesso accompagnato da edema, infiammazione sistemica e dolorosa. Colpisce maggiormente il tessuto Adiposo Sottocutaneo interessando tutto il tessuto connettivo, la fascia muscolare e il sistema linfatico e vascolare. Colpisce quasi esclusivamente il sesso femminile ma esistono rarissimi casi maschili (che rimangono comunque portatori e possono trasmettere la malattia).

  1. Si è affetti da Lipedema sin dalla nascita, i sintomi compaiono in pubertà, in gravidanza, in menopausa o con squilibri ormonali (spesso anche l’assunzione di farmaci per terapie anticoncezionali);
  2. Il tessuto adiposo conferisce alla figura la tipica disproporzione tra tronco e arti creando una condizione patologica che necessita di presa in carico medicale e terapie appropriate;
  3. Uno dei principali sintomi è il gonfiore, con un aumento di volume stabile nell’arco della giornata, peggiorando nel pomeriggio e non si risolve ne con il riposo notturno ne tenendo le gambe sollevate;
  4. Dolore e pesantezza sono in genere presenti nelle zone colpite, spontanei o in risposta a pressione.
  5. Il grasso è resistente a dieta, esercizio fisico e chirurgia bariatrica;
  6. Piedi e mani non sono generalmente interessati da edema;
  7. E’ spesso presente un estrema fragilità dei capillari con formazione di lividi al minimo urto o pressione;
  8. Il tessuto è fibroso e sottopelle sono percepibili al tatto noduli di grasso;
  9. Spesso confuso con l’obesità, con il Linfedema o con la semplice cellulite. E’ una patologia progressiva a trasmissione eredo-familiare e ad oggi non esiste nessun tipo di cura se non trattamenti sintomatici che intervengono sui principali sintomi e sul rallentamento della progressione.

Rimane valido il trattamento manuale con linfodrenaggio, la compressione con indumenti compressivi a trama piatta in grado di esercitare una compressione pari a 24-30 mmHg, un alimentazione adeguata con lo scopo di ridurre lo stato infiammatorio cronico, escludendo quindi cibi che possano aggravare lo stadio infiammatorio.

  • Zuccheri, dolcificanti artificiali e tutti gli alimenti che ne contengono;
  • Farinacei raffinati, dolci e salati, contenenti glutine;
  • Soia e derivati.

largo spazio invece ad un’alimentazione ricca di cibi di origine vegetale come:

  • Frutta e verdura
  • Cereali integrali privi di glutine
  • Legumi
  • Grassi “buoni” di origine vegetale (olio d’oliva, avocado, lino..)
  • Cibi fermentati (kefir..)
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